Una mattina volpe rivolgendosi a se stesso con fare superbo disse:
“Il vuoto si riempie, si nasconde e cambia forma. Quando si guarda, con esso lo sguardo diventa immagine rinnovata di un presente incatenato. Così succede che si inizia a percorre l’unica strada possibile!”
A quel tempo viveva esiliato dal mondo per scelta, perché seguiva dei percorsi di iniziazione estremi. Utilizzava il pensiero in un modo tale, da sentirlo concreto come si vedono gli alberi. Non si accorgeva del rischio che si incorre inseguendo le proprie idee: di diventarne vittima.
Un giorno di maggio incontrò una libellula che svolazzando goffa si posò su un fiore. L’immagine brusca della leggerezza lo perturbò a tal punto da cadere dalla meditazione, sui piedi e sulle gambe, ricordandosi di poter camminare.
“Quando il male si fonde in coscienza diventa risveglio per il bene.
Quando il bene si fonde in coscienza diventa liberazione per il male”.
Erano concetti vivi, tali da svelarsi a vicenda, come discesa e salita. Una medaglia dalle due facce, in un palcoscenico di attori, a riposo come semi di germi futuri!

